Cinema per addetti ai lavori

Iniziamo con una risposta – l’Attore deve raccontare quello che non c’è perché…- parte prima

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Gennaio 1, 2023

Vi avevo lasciati con “Spiegatemi perché l’attore deve raccontare quello che non si vede, perché lo deve fare di nascosto e perché usando la storia interna, in buona sostanza che significa tutto questo?”

Iniziamo quindi questo anno col rispondere alla prima domanda: “perché raccontare quello che non si vede…”

Per vari motivi, il primo che mi viene è: l’attore vuole farsi un film proprio sui personaggi. Come spettatori quando ci raccontano una storia, nel nostro caso quando guardiamo un film, ad ogni personaggio che incontriamo iniziamo a costruirgli intorno un profilo come direbbero al FBI, una veste, un carattere, una definizione, un modo di essere, quindi un passato… una storia.

Più o meno consciamente ci aspettiamo di arricchire questo profilo man mano che la storia si svela.
Questa “profilazione” avviene in due modi, uno diretto e uno deduttivo. Osservando quello che il personaggio dice e fa… ma soprattutto quello che nasconde, o non dice!

Come attori, come storytellers più alimentiamo questo processo con le giuste dosi, più lo spettatore si affezionerà al personaggio, alla storia e rimarrà con noi fino alla fine. E quando lo spettatore rimane con noi fino alla fine, abbiamo vinto.

La giusta misura è proprio la combinazione del dire e non dire, rilasciare e trattenere, dosi che si imparano con il fare, il praticare (o seguendo noi… magari!)

Sì lo so che non vi basta, volete saper di più, stateve boni! È solo la prima parte e poi oggi è festa…

C.

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CLAUDIO VITA
Petritoli, FM

Claudio Vita, si potrebbe anche dire che si occupa da 22 anni di recitazione, senza mentire. Ci manterremmo nel campo della verità se dicessimo che 22 anni fa ha cercato e alla fine trovato grandi maestri. Li ha ascoltati, ha assorbito quanto poteva e per 22 anni ha digerito. Ma possiamo anche fingere e dire che di lui non sappiamo niente e ci allineeremmo alla stragrande maggioranza di voi. Claudio Vita non lo conosce quasi nessuno, e anche quei pochi, lui fa del tutto per evitarli. Sogna una vita in incognito per 23 ore al giorno. Poi affiora quella misera ora in cui si abbandona al prossimo. In quella breve ora concentra tutta la sua socialità. Scrive, organizza a volte incontra e parla. Decisamente in quelle poche ore parla, parla di continuo. Se vi capita di incontrarlo sperate che sia nelle 23 ore di silenzio, altrimenti siete fregati. Tutto il resto che si sa su di lui, è pronto a ritrattarlo per un piatto di lenticchie. Ha più di 40 anni e meno di 50. Un frico.