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Dicembre 30, 2025

Siamo attori.
Siamo registi, produttori, o amiamo la fotografia.
Vogliamo fare cinema, girare, parlare al pubblico, andare ai festival, stare sui set.

Vogliamo, desideriamo, iniziamo o aspettiamo?

Sono rimaste poche ore. Direi di fermarci un attimo.
Approfittiamo di quest’atmosfera da ultimo giro non per guardarci indietro, ma per guardarci addosso.

Guardiamoci i piedi. Le mani.
Lo specchio lo lasciamo ai più audaci.

Non chiediamoci se siamo dove vorremmo essere o se siamo diventati il nostro sogno.
Osserviamoci e basta.
Le nostre mani e i nostri piedi siamo noi.

Questo è un gioco.
E per qualche ora mi guardo e mi riposo.

Io so dove voglio andare.
È una vita che me lo chiedo, è una vita che vado.
Se non sono arrivato è perché il gioco non è finito.

Prima del 2026 mi farò una doccia calda, poi fredda.
Prima del 2026 voglio scrivere una lettera, o una poesia, o una frase.
O anche solo un post.

So già cosa dovrò smettere, cosa continuare e cosa iniziare.
Le tecniche da affinare, le prove, il self-tape, il mio personaggio, il mio stile.
La mia sceneggiatura.
Capire in che direzione questo strumento che chiamiamo cinema può darmi voce, farmi sentire vivo e farmi dormire la notte.

Non ci sono buoni propositi.
Li faccio da anni, ogni anno.

C’è solo da sistemare il vestito, fare un po’ di stretching, muovere il corpo.
Un po’ di silenzio.
Un disco che non mi porti troppo lontano.

Sono qui.
A casa mia.
Tra le cose che so a memoria: i libri, la stufa, il mio tè.

Conosco il mio gioco.
So che a un certo punto penserò che è tardi, che non ce l’ho fatta, che il film non è arrivato.
È un pensiero che passa. Passa sempre.

Passa facendo.
Passa con le azioni.

Come quando costruisco una scena: parto dalle azioni.
Non penso a nient’altro.

Ecco cosa farò in queste ultime ore del 2025 per essere ancora di più un cineasta nel 2026:
mi preparerò a non pensare.
Controllerò che le mie mani siano al loro posto, lo stesso i piedi.
Ripasserò mentalmente le azioni.

E sarò pronto.

P.s.

il prossimo Fade In sarà il 14 e 15 Febbraio, leggi cosa faremo a questo link!

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CLAUDIO VITA
Petritoli, FM

Claudio Vita, si potrebbe anche dire che si occupa da 22 anni di recitazione, senza mentire. Ci manterremmo nel campo della verità se dicessimo che 22 anni fa ha cercato e alla fine trovato grandi maestri. Li ha ascoltati, ha assorbito quanto poteva e per 22 anni ha digerito. Ma possiamo anche fingere e dire che di lui non sappiamo niente e ci allineeremmo alla stragrande maggioranza di voi. Claudio Vita non lo conosce quasi nessuno, e anche quei pochi, lui fa del tutto per evitarli. Sogna una vita in incognito per 23 ore al giorno. Poi affiora quella misera ora in cui si abbandona al prossimo. In quella breve ora concentra tutta la sua socialità. Scrive, organizza a volte incontra e parla. Decisamente in quelle poche ore parla, parla di continuo. Se vi capita di incontrarlo sperate che sia nelle 23 ore di silenzio, altrimenti siete fregati. Tutto il resto che si sa su di lui, è pronto a ritrattarlo per un piatto di lenticchie. Ha più di 40 anni e meno di 50. Un frico.