Pt. 2 Quale scuola di recitazione? Cosa devo cercare e quanto spendere? Parte 2
La passione è sopravvalutata! Come costruire una carriera di successo nel cinema da attori
Una scuola di qualsiasi disciplina deve avere un metodo, un binario orizzontale davanti a sé su cui scorre e procede. Deve sapere dove porterà i suoi allievi, perché e come. Diventare un attore di cinema professionista non è solo imparare a recitare è imparare un mestiere tecnicamente e imparare a viverci economicamente. A viverci in maniera dignitosa da professionisti, come può essere un avvocato, un medico, uno scrittore, un commercialista o un ristoratore. Purtroppo essendo il Cinema appartenente al mondo dell’arte, lo si considera spesso (soprattutto dagli attori) come una passione, un lavoro che si farebbe anche a condizioni minime di sopravvivenza, anzi quasi ci si vergogna a guadagnare tanto con una passione, basta che lo possiamo fare.
Ecco, la prima cosa che una scuola di recitazione seria dovrebbe fare è proprio spazzare via dalla mente degli aspiranti attori questa storia della passione.
La passione è sopravvalutata.
Per carità io la capisco, ce l’ho avuta (e ce l’ho tutt’ora, che non vi immaginate) ma quando parliamo di formarci, quando parliamo di mestiere, quando iniziamo a voler fare sul serio, la passione va tenuta a bada, altrimenti si prendono delle cantonate sonore, e si soffre.
Una formazione seria per un attore, a mio avviso, deve lavorare da subito sui più grossi ostacoli che un aspirante attore deve affrontare prima di avere successo:
la difficoltà della ripetizione e la propria unicità.
Potete fare quello che volete, studiare con chi vi pare, andare a New york, Roma, Londra, Los Angeles o Timbuctu. Pure su Marte se ci arrivate. Ma non avrete una carriera se non siete capaci di raggiungere l’eccellenza attraverso la ripetizione e se non trovate la vostra unicità, il vostro differenziante. Certo non sono le uniche cose da imparare o costruire, ce ne sono altre, ma queste due sono quelle che fanno la differenza, le più difficili quelle su cui il 90% cade, fallisce, smette.
Di metodi e tecniche ce ne sono tanti, o comunque un buon numero, abbiamo anche il nostro che noi, NOI, crediamo il migliore, ma ce ne sono altri e sono accreditati da persone più famose e sagge di me. Vabè magari non conoscono ancora il mio, fatto sta che tutti i grandi attori della storia non mi hanno conosciuto, quindi è inutile che io stia a cantare le lodi di quanto facciamo, è ridicolo.
Quello che vi dico e che so per certo, che non dico solo io anzi, che succede in tutte le discipline: per raggiungere risultati straordinari, bisogna essere straordinari. Nella perseveranza, nella ripetizione, nella precisione e nello stile. Punto.
Noi nel programma Close Up, proponiamo di contare le ripetizioni che si fanno di un esercizio, le ripetizioni fatte con precisione e fatica e non buttate là per far numero e aggradare la coscienza. Contarle per capire quante ne servono per ottenere un risultato, sia esso apprendere una tecnica o raggiungere un grado di controllo superiore o anche solo per imparare una sequenza con assoluta precisione. Contare per capire quante ripetizioni si è capaci di sostenere, studiarsi capirsi, mettersi sotto osservazione e misurazione stretta. Dovete diventare il vostro laboratorio. E ogni tot ripetizioni vi dovete filmare per fare le misurazioni e quando vedete che non riuscite a migliorare più mi dovete mandare il self tape per avere un riscontro. Questo è il modo migliore per non perdere tempo e soldi. Per accelerare i tempi, per capire se vale la pena, se si è veramente disposti all’impresa, all’avventura e per imparare.
Sull’importanza del self tape e su come si deve realizzare scriverò un altro articolo a breve, stay tuned!
C.
P.S.
Se vi interessa approfondire, la pillola rossa sta nella seconda edizione del Breve ma Intenso Manuale per Attori di Cinema che trovate a questo link oppure scopri il Fade In
Buono studio.