Cinema per addetti ai lavori

Pt. 2 Quale scuola di recitazione? Cosa devo cercare e quanto spendere? Parte 2

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Settembre 30, 2025

La passione è sopravvalutata! Come costruire una carriera di successo nel cinema da attori

Una scuola di qualsiasi disciplina deve avere un metodo, un binario orizzontale davanti a sé su cui scorre e procede. Deve sapere dove porterà i suoi allievi, perché e come. Diventare un attore di cinema professionista non è solo imparare a recitare è imparare un mestiere tecnicamente e imparare a viverci economicamente. A viverci in maniera dignitosa da professionisti, come può essere un avvocato, un medico, uno scrittore, un commercialista o un ristoratore. Purtroppo essendo il Cinema appartenente al mondo dell’arte, lo si considera spesso (soprattutto dagli attori) come una passione, un lavoro che si farebbe anche a condizioni minime di sopravvivenza, anzi quasi ci si vergogna a guadagnare tanto con una passione, basta che lo possiamo fare.

Ecco, la prima cosa che una scuola di recitazione seria dovrebbe fare è proprio spazzare via dalla mente degli aspiranti attori questa storia della passione.

La passione è sopravvalutata.

Per carità io la capisco, ce l’ho avuta (e ce l’ho tutt’ora, che non vi immaginate) ma quando parliamo di formarci, quando parliamo di mestiere, quando iniziamo a voler fare sul serio, la passione va tenuta a bada, altrimenti si prendono delle cantonate sonore, e si soffre.

Una formazione seria per un attore, a mio avviso, deve lavorare da subito sui più grossi ostacoli che un aspirante attore deve affrontare prima di avere successo:

la difficoltà della ripetizione e la propria unicità.

Potete fare quello che volete, studiare con chi vi pare, andare a New york, Roma, Londra, Los Angeles o Timbuctu. Pure su Marte se ci arrivate. Ma non avrete una carriera se non siete capaci di raggiungere l’eccellenza attraverso la ripetizione e se non trovate la vostra unicità, il vostro differenziante. Certo non sono le uniche cose da imparare o costruire, ce ne sono altre, ma queste due sono quelle che fanno la differenza, le più difficili quelle su cui il 90% cade, fallisce, smette.

Di metodi e tecniche ce ne sono tanti, o comunque un buon numero, abbiamo anche il nostro che noi, NOI, crediamo il migliore, ma ce ne sono altri e sono accreditati da persone più famose e sagge di me. Vabè magari non conoscono ancora il mio, fatto sta che tutti i grandi attori della storia non mi hanno conosciuto, quindi è inutile che io stia a cantare le lodi di quanto facciamo, è ridicolo.

Quello che vi dico e che so per certo, che non dico solo io anzi, che succede in tutte le discipline: per raggiungere risultati straordinari, bisogna essere straordinari. Nella perseveranza, nella ripetizione, nella precisione e nello stile. Punto.

Noi nel programma Close Up, proponiamo di contare le ripetizioni che si fanno di un esercizio, le ripetizioni fatte con precisione e fatica e non buttate là per far numero e aggradare la coscienza. Contarle per capire quante ne servono per ottenere un risultato, sia esso apprendere una tecnica o raggiungere un grado di controllo superiore o anche solo per imparare una sequenza con assoluta precisione. Contare per capire quante ripetizioni si è capaci di sostenere, studiarsi capirsi, mettersi sotto osservazione e misurazione stretta. Dovete diventare il vostro laboratorio. E ogni tot ripetizioni vi dovete filmare per fare le misurazioni e quando vedete che non riuscite a migliorare più mi dovete mandare il self tape per avere un riscontro. Questo è il modo migliore per non perdere tempo e soldi. Per accelerare i tempi, per capire se vale la pena, se si è veramente disposti all’impresa, all’avventura e per imparare.

Sull’importanza del self tape e su come si deve realizzare scriverò un altro articolo a breve, stay tuned!

C.

P.S.

Se vi interessa approfondire, la pillola rossa sta nella seconda edizione del Breve ma Intenso Manuale per Attori di Cinema che trovate a questo link oppure scopri il Fade In

Buono studio.

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CLAUDIO VITA
Petritoli, FM

Claudio Vita, si potrebbe anche dire che si occupa da 22 anni di recitazione, senza mentire. Ci manterremmo nel campo della verità se dicessimo che 22 anni fa ha cercato e alla fine trovato grandi maestri. Li ha ascoltati, ha assorbito quanto poteva e per 22 anni ha digerito. Ma possiamo anche fingere e dire che di lui non sappiamo niente e ci allineeremmo alla stragrande maggioranza di voi. Claudio Vita non lo conosce quasi nessuno, e anche quei pochi, lui fa del tutto per evitarli. Sogna una vita in incognito per 23 ore al giorno. Poi affiora quella misera ora in cui si abbandona al prossimo. In quella breve ora concentra tutta la sua socialità. Scrive, organizza a volte incontra e parla. Decisamente in quelle poche ore parla, parla di continuo. Se vi capita di incontrarlo sperate che sia nelle 23 ore di silenzio, altrimenti siete fregati. Tutto il resto che si sa su di lui, è pronto a ritrattarlo per un piatto di lenticchie. Ha più di 40 anni e meno di 50. Un frico.