L’AI ruberà il lavoro agli attori o glielo troverà? Il futuro dei casting e della recitazione nell’era dell’intelligenza artificiale.
Cari attori,
tutto nel mondo del lavoro sta cambiando molto velocemente grazie all’intelligenza artificiale. In alcuni ambiti a un ritmo a cui non siamo abituati, in altri invece grava un’atmosfera grigia di paura: al momento è tutto come prima, ma si sente nell’aria che tra 24 mesi non lo sarà più. Come se si attendesse un imminente stravolgimento, ma non si sa l’ora. La classica situazione che noi del mondo del cinema conosciamo bene: la suspense. Tanto amata dai registi, uno su tutti Hitchcock.
Stessa cosa succede nel mondo degli attori, una parte dei quali è preoccupata del rischio che l’AI li sostituirà.
Sempre così, siamo sempre distratti dal rumore, e ci perdiamo il segnale. Che l’AI sostituisca gli attori è lo spauracchio che distrae, il rumore, il segnale invece è che l’AI cambierà sicuramente il modo in cui un attore si venderà, ne cambierà il marketing. Vedere degli attori finti non è una cosa che interesserà il pubblico almeno per i prossimi anni (non mi spingo oltre), ma sicuramente l’interesse per gli attori veri esisterà finché esisteranno le generazioni di quelli che hanno oggi più di 40 anni. Diciamo anche che se dovesse paradossalmente succedere non ci si potrà fare niente ed è inutile preoccuparsene. Piuttosto preoccupiamoci di cambiamenti molto più plausibili.
Negli altri settori – quelli che possiamo paragonare al nostro – l’AI sta facendo delle cose ben precise, che possiamo individuare e trattarle come segnale in mezzo a tanto rumore. L’AI agisce come forza di automazione del giudizio, accelera e razionalizza i processi di scelta e di decisione, e lo fa in modo brutale…
Giudizio… processi di scelta e decisione… queste parole non vi suggeriscono nessun ambito della carriera dell’attore?
Vabbè, avete capito dove voglio arrivare: i casting.
Quanto siamo lontani dall’avere un’app che usando l’AI risolverà i problemi di ricerca degli attori da parte delle produzioni, trovando le combinazioni giuste tra parte e attori a disposizione? Oggi i giovani usano questo inglesismo: “matchare”…
La risposta ve la potete immaginare: sei mesi? Dodici? Ventiquattro mi sembrano troppi. Se dobbiamo aspettare due anni prima che un sistema del genere nasca, qualcosa è andato storto. Poi, per carità, magari qualche altro mese ci vorrà perché tutti lo adottino… ma di cosa stiamo parlando? Di domani!
Quindi i casting scompariranno? Come sono intesi oggi assolutamente sì: spariranno completamente. Anche se tanti casting sono fatti per giustificare le spese per i finanziamenti pubblici, anche quelli andranno a sparire magari qualche mese o film più tardi.
Forse già il prossimo casting che faremo noi già useremo l’AI.
L’AI scandaglierà tutto ciò che è online per tracciare un profilo di voi come attori. Quando una produzione le darà in pasto una sceneggiatura, selezionerà in 12 secondi gli attori migliori da contattare per il casting, in base alle decisioni e agli obiettivi della produzione. Magari la prime due volte vorranno vedere le tre opzioni migliori per ogni parte? Può darsi All’inizio saranno un po’ titubanti e vorranno controllare, ma poi vedranno la forza del discernimento dell’AI e il risparmio economico, si fideranno completamente per la prima volta e non torneranno più indietro. I casting come li conosciamo oggi saranno storia!
E vi ripeto: non sono io che lo dico. Io sto solo seguendo effetti dell’AI nei vari settori tech e social della realtà statunitense, che guarda quella cinese e giapponese. Il cinema, a livello di produzione, è assolutamente influenzato dalla tecnologia e, a livello di consumo, dai social. Di conseguenza a plausibile vedere cosa sta succedendo in questi settori per avere un’idea di cosa succederà nel Cinema.
Ok… ok… ammettiamo che siate con me. Ammettiamo, anche solo per un esperimento mentale speculativo, che sia questo quello che succederà… cosa dovete fare, attori??
Intanto spegnete il rumore e concentratevi sul segnale. Un’ottimizzazione del giudizio nei casting significherà che per ogni parte saranno scelti i migliori attori, i più adatti. L’AI farà il lavoro di scegliere e lo farà meglio di qualsiasi casting director. Vabene forse, forse non l’ai di oggi ma quella di fra 3 mesi e se non quella quella di fra sei mesi non c’è dubbio.
È una buona notizia? Beh a conti fatti, io direi di sì… ma solo per i migliori.
Analizziamone insieme i problemi:
Primo problema: come l’AI definirà i migliori (almeno all’inizio). Lo farà in base ai dati che potrà avere, in base a quello che troverà online su ogni attore. Se un attore è bravissimo ma la sua presenza online è scarsa, sarà difficile per l’AI scovarlo.
Secondo problema: “migliore” per una produzione non vuol dire solo bravo a recitare per il cinema. Magari le produzioni saranno sensibili anche al ritorno economico che un attore garantisce grazie alla sua popolarità, alla sua stima social… o fama. Ma l’AI potrebbe riuscire a calcolare il successo al botteghino anche di un attore sconosciuto, per delle precise caratteristiche uniche di quell’attore che i suoi calcoli identificano come in trend per l’immediato futuro.
Mi seguite? Le produzioni chiederanno all’AI di turno: – Per questa sceneggiatura trovami il cast migliore per fare il film che potenzialmente avrà più successo, sia di critica che di botteghino. – O magari: “60% di botteghino e 40% di critica.” Decideranno in base a quello che vogliono. Forse solo 100% botteghino. Può darsi…
Ma alziamo la posta: ci saranno produzioni che chiederanno all’AI: – dati gli attori che ci sono in giro a disposizione in questo momento e date tutte le altre condizioni che dominano nel settore trovaci la sceneggiatura migliore che possiamo produrre con i nostri mezzi per avere successo – .
Ok, penso di avervi spaventato a sufficienza… basta. Passiamo alle soluzioni. Cosa è razionale fare in questa situazione?
Dovete diventare il miglior attore possibile. Dovete trovare la vostra caratteristica speciale, il vostro modo UNICO di raccontare quel ruolo, quel personaggio e quella storia, il vostro stile, la parola specifica che si usa è il differenziante: il motivo per cui l’AI, che in teoria non farà favoritismi, sceglierà proprio voi per quella parte.
Dovrete essere preparati sulla recitazione per il cinema. Se siete dei cani a recitare di fronte a una camera, sarete spazzati via. Se non iniziate a capire come si fa PER IL CINEMA E NON PER IL TEATRO – lo dico sempre, perché non fa mai male ripeterlo – sarete spazzati via. Se oggi avete una possibilità su mille di essere scelti per incompetenza o per conoscenze/amicizie, domani sarà una su un milione.
Dovete essere tecnici, professionali, avere chiara la vostra autenticità, e questa dovrà essere presente online in modo chiaro e diffuso. Più tutte queste cose saranno chiare, e più verrete scelti per fare parti adatte a voi senza dover più fare casting.
Da adesso, da domattina, dovete iniziare a lavorare su questo, perché il futuro ci sta venendo addosso e non lo fermerà nessuno. (Poi diciamoci la verità cosa rischiate? Se anche tutto quanto dico non dovesse succedere non vi farà male essere più bravi e meglio posizionati sul mercato o no? Ma se poco poco ho ragione quanto vi consiglio potrebbe fare tutta la differenza del mondo. Rifletteteci da soli e fate le vostre ricerche.
Investite su voi stessi. Prendetevi i prossimi 12 mesi per aggiungere valore alla vostra recitazione. In futuro non esisteranno più i raccomandati: esisteranno gli attori che lavoreranno efficientemente in arte e professionalità.
A tutti quelli che si sentono bravi ma svantaggiati, che hanno sempre pensato che a loro le parti non venivano date per ingiustizia e non per demerito. Lo so, in tanti vi ci sentite, quando vedete che una parte per cui avete concorso è stata data a un altro attore o attrice che credete peggiore di voi. E può essere, anzi è successo sicuramente tante volte…
Se avete ascoltato quanto ho detto, potreste sentirvi sollevati: “Magari fosse così potrei stare tranquillo, perché domani invece di prendere quel raccomandato prenderanno me…”
Ecco attenzione, questa previsione sarà vera a metà: sicuro il raccomandato non sarà preso, ma è anche vero che sarà preso il migliore in quel momento a disposizione, che probabilmente non sarete neanche voi se non cominciate a correre.
Noi abbiamo coscienza di chi è stato scelto perché “raccomandato”, o come si dice spesso “fortunato”, ma non sappiamo di tutti quelli che – pur bravissimi – non sono stati scelti.
Attori miei cari, tra 12 mesi (o poco più, o forse anche prima) la competizione non sarà con gli attori cani che magari vedete, ma con quelli veramente bravi, che adesso si stanno dedicando all’aggiunta di valore alla propria recitazione. Che stanno investendo su se stessi sul proprio differenziante, lavorando costantemente su parti, su set, in masterclass di perfezionamento. Studiano video, film, libri, podcast, tutto quello che vogliono, per migliorarsi costantemente quotidianamente.
Ignorate il rumore. Smettetela di lamentarvi, o aspettare, o – peggio ancora – inseguire quello o quella. Abbassate il rumore e cercate il segnale. Rallentate, concentratevi su voi stessi. Sforzatevi di avere la pazienza di allenarvi, di studiare, di cercare i luoghi e le persone per l’allenamento silenzioso quotidiano. E ogni volta che sentite di aver aggiunto valore al vostro recitare, pubblicatelo in maniera chiara.
Eliminate tutto il rumore dalla vostra presenza social. Chiaramente dovete comunicare il vostro differenziante, ciò in cui siete bravi e state quotidianamente lavorando per migliorarlo. Non usate filtri, non pubblicate contenuti che gonfiano solo la vostra credenza di essere ciò che non siete.
Altrimenti L’AI vi ignorerà completamente.
Pubblicate piuttosto valore. Lavorate su una scena per un mese, tutti i giorni, perfezionandola. E poi pubblicate quella. Spingete sul valore. L’AI è già oggi molto potente nel riconoscere il valore. Domani lo sarà dieci volte di più.
Partecipate a un workshop o una masterclass di qualità, applicate quanto imparato alla prossima parte e, se vedete che ha funzionato, lavorateci di più e pubblicate quello.
Essere umani, nel mondo del futuro, significherà avere quell’equilibrio interiore per combinare corpo fisico e corpo digitale. La doppia vita che siamo chiamati a vivere: nella nostra mente, nella nostra psiche o anima. Se rimaniamo umani il mondo fisico si riapproprierà del proprio spazio e proprio peso e il mondo digitale diventerà uno spazio mentale super efficiente per ricevere e mandare segnali su noi e per noi, e che ci conoscerà meglio di noi stessi.
Vabbè, per oggi può bastare.
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A presto, e bonne chance.