Cinema per addetti ai lavori

Studiare recitazione…?

on
Maggio 5, 2022

di recente mi sono capitate delle interviste ad attori sul canale della BAFTA, in cui si chiedeva loro quanto importante è studiare recitazione.

Ci ho riflettuto 10 minuti. Ho da prima pensato ad una risposta il meno scontata possibile, poi la mia attenzione si è spostata sulla domanda.

Sulla natura della domanda.

Questa apparentemente innocente domanda… perché ci sembra legittima? Si andrebbe mai da un grande tennista a porre la medesima sul tennis?

Stavo sul punto di incazzarmi e cominciare a sparare a destra e a manca, ma mi sono calmato, ho fatto un passo indietro per analizzare i significati delle singole parole della domanda, vedi mai avessi frainteso…

Così la mia natura è tornata a dividersi in due. Due strade trovai nel bosco…

Una strada porta al popolo, alla maggioranza, porta in quella terra dove le persone guardano alla recitazione e credono di decifrarla così ad un primo sguardo. Credono di capirne i meccanismi e di conseguenza credono che alcune persone siano dei fenomeni, attori nati. Che recitare in fin dei conti sia qualcosa alla portata di tutti. E qui scomodando il solito Marlon, potremmo giustificarli, tutti mentono e tutti riconoscono la menzogna come materia profondamente umana, quindi va bene popolo, hai anche tu la tua parte di ragione, dormi sogni tranquilli.

La seconda strada porta invece in mezzo ai pochi, tra agli addetti ai lavori.

Dietro le quinte o a camera spenta, alla fine di stancanti prove o riprese, quando nessuno ha più bisogno di sentirsi qualcos’altro, ci si guarda negli occhi e mentre le parole possono portare verso i mari più lontani, tutti in fondo al cuore conoscono la propria fatica. Lontani dai discorsi della gente comune, che si stia in silenzio o si dia vita a conversazioni smozzicate di scherzi e cialtronerie, tutti sono consapevoli di quanto si è sbagliato, di quanto si poteva fare meglio. Di quanto ci si odia, in segreto.

Ed eccoci alla domanda vera, si può fare meglio? Posso fare di più?

Se ci pensate in fondo il tutto si riduce a questo.

Perché finché risponderemo sì, e risponderemo sì finché non rinunceremo, allora ha senso continuare con le altre domande.

Allora ha senso domandarsi, scuola? Mentore? Allenamento a casa? Studio solitario? Studio in gruppo? Viaggio a Lourdes? Red method masterclass? 😉

Ognuno cerchi la risposta dentro di sé, o come alcuni saggi suggeriscono, cercate la domanda giusta in base alla risposta che avete dentro.

Andate e moltiplicatevi.

C.Vita

TAGS

LEAVE A COMMENT

CLAUDIO VITA
Petritoli, FM

Claudio Vita, si potrebbe anche dire che si occupa da 22 anni di recitazione, senza mentire. Ci manterremmo nel campo della verità se dicessimo che 22 anni fa ha cercato e alla fine trovato grandi maestri. Li ha ascoltati, ha assorbito quanto poteva e per 22 anni ha digerito. Ma possiamo anche fingere e dire che di lui non sappiamo niente e ci allineeremmo alla stragrande maggioranza di voi. Claudio Vita non lo conosce quasi nessuno, e anche quei pochi, lui fa del tutto per evitarli. Sogna una vita in incognito per 23 ore al giorno. Poi affiora quella misera ora in cui si abbandona al prossimo. In quella breve ora concentra tutta la sua socialità. Scrive, organizza a volte incontra e parla. Decisamente in quelle poche ore parla, parla di continuo. Se vi capita di incontrarlo sperate che sia nelle 23 ore di silenzio, altrimenti siete fregati. Tutto il resto che si sa su di lui, è pronto a ritrattarlo per un piatto di lenticchie. Ha più di 40 anni e meno di 50. Un frico.